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Attività enoturistiche regionali

Italiano

1. ZONA DI PRODUZIONE
La Cantina Lumavite si trova tra le dolci colline dalla provincia di Fermo, nelle Marche, costituendo l’anello di
congiunzione tra l’area del piceno e quella del maceratese.
La provincia fermana è bagnata dal Mar Adriatico da un lato e protetta dai Monti Sibillini dall’altro. Le vigne che
sorgono in questo territorio si collocano lungo le dorsali Est-Ovest delle vallate scavate dai fiumi Aso, Chienti, Ete e
Tenna, mostrando lungo i fianchi di quelle dolci colline le arenarie sedimentarie e gli ampi strati di argille.
2. PRODUZIONI TIPICHE E LOCALI
priorità a quelle con denominazione di origine relative a prodotti agricoli, alimentari,
artigianali, industriali
Le caratteristiche fisiche, storiche e geografiche di questo territorio hanno portato all’emersione di eccellenze in
diversi ambiti.
Da un punto di vista industriale, la provincia di Fermo accoglie uno dei principali distretti calzaturieri che negli anni
precedenti ha fortemente caratterizzato l’economia dell’area. Non è tuttavia l’unica eccellenza artigiana di cui è
possibile fruire in queste zone.
Tra le maestranze artigiane spicca quella dell’intessitura dei cappelli in paglia che caratterizza Montappone. Un borgo
medievale noto per la produzione di cappelli di paglia classici e artigianali. La tradizione ha origini antiche, infatti, si
racconta che già nel ‘700 i mezzadri si radunavano nelle stalle per filare, tessere, intrecciare cesti, cappelli e scope di
saggina, utilizzando la paglia.
Al centro del paese, sorge il Museo del Cappello, dove sono illustrate tutte le fasi della lavorazione della paglia, dalla
raccolta alla selezione, dall'intrecciatura alla cucitura, fino alla decorazione e vendita del cappello.
L'evento più importante di Montappone è la festa "Il cappello di Paglia", che si tiene a fine luglio, grazie alla quale
l'antica tradizione della lavorazione della paglia di grano rivive per le vie del borgo antico, dove numerosi artigiani
mostrano come nasce un cappello, dalla mietitura all'intreccio, fino alla cucitura. 1
Nell’ambito delle eccellenze enogastronomiche potrete assaggiare il Ciauscolo IGP, un salume caratterizzato da una
certa morbidezza, qualità che lo rende ottimo da spalmare. Nel 2009 gli viene riconosciuto il marchio di Identificazione
Geografica Protetta.
Secondo la definizione etimologica del nome «ciauscolo, ciavuscolo» deriverebbe da «ciabusculum» ossia piccolo cibo
o piccolo pasto, spuntino consumato a piccole dosi, fedelmente con la tradizione contadina, negli intervalli tra la
colazione e il pranzo e tra il pranzo e la cena.
Le sue origini sono collegate alla tradizione contadina delle Marche, secondo cui per affrontare il lavoro nel corso
dell’inverno i contadini facevano scorta di prodotti derivanti dalla macellazione del maiale in quanto costituivano una
riserva di proteine indispensabili per affrontare il lavoro. Tuttavia, le prime testimonianze del ciauscolo sono
individuabili in un atto notarile della metà del Settecento nel territorio di Visso. 2
Nel borgo fermano di Moresco al termine dell’estate si svolge la sagra del ciauscolo.

Tra le eccellenze gastronomiche del fermano ci sono inoltre i Maccheroncini di Campofilone IGP, finissimi spaghettini
all’uovo in grado di cuocersi nel condimento, prodotti nell’omonimo paese. L’impasto composto solo dalla lavorazione
di uova e farina, senza aggiunta di acqua, viene steso in sottili sfoglie e tagliato in fili sottilissimi disposti ad asciugare
su fogli di carta. Nell’anno 2013 hanno ottenuto il riconoscimento I.G.P. distinguendosi per la sottigliezza della sfoglia
ed il taglio finissimo.
Secondo la tradizione, i maccheroncini nascono per impiegare le grandi quantità di uova prodotte dalle galline e
perché essendo essiccata era più conveniente della pasta fresca in quanto poteva essere conservata nelle madie e
consumata durante tutto l’anno. Le prime testimonianze risalgono al ‘500 e nello specifico al Concilio di Trento del

1560, in occasione del quale venne offerto un piatto costituito da sottilissimi fili di pasta realizzati con farina e uova,
provenienti da Campofilone.
Nelle prime settimane di agosto a Campofilone si svolge la tradizionale sagra dei Maccheroncini.
Nel territorio fermano potrete inoltre assaggiare il vino cotto, un prodotto enologico tipico della Regione Marche,
dalle antiche origini e legato al territorio un tempo occupato dai Piceni. Una delle prime testimonianze è rinvenibile in
una commedia di Plauto nel 191 a.C., “Pseudolus”, in cui viene citato come bevanda da servire nei migliori banchetti.
Nel 1596 nel “De naturali vinorum historia”, 3 Andrea Bacci 4 - filosofo, storico e medico del ‘500 nato nel fermano - lo
descrive come rivale del marsala e di altri vini pregiati. Tuttavia, rappresenta una bevanda tipicamente rurale e legata
al mondo contadino, dove l’uso non si limitava all’aspetto culinario, ma aveva anche effetti medicamentosi.
Il Vino Cotto è di fatto mosto cotto, fermentato e invecchiato (il vino, invece, si ottiene dalla fermentazione del mosto
fresco), ottenendo così una bevanda più corposa, più dolce, dal tasso alcolico più elevato, intorno al 14-15%, e
maggiormente adatta ad invecchiare del vino.
Tutte queste DOC/DOP, per altro condivise tra Fermo e la provincia di Ascoli (con la quale esiste una competizione
campanilistica da sempre), rappresentano varie combinazioni di blend di vitigni diversi (qui i dettagli)
Per quanto riguarda il vino, in provincia di Fermo sono presenti una denominazione DOCG e tre DOC. La Offida DOCG,
condivisa con la provincia di Ascoli Piceno, è dedicata ai vini rosso, a base del vitigno Montepulciano e ai due vini
bianchi basati sui vitigni Pecorino e Passerina.
La Terre di Offida DOC è la denominazione di ricaduta per la Offida DOCG ed è riservata ad un vino bianco prodotto
dal vitigno Passerina e disponibile anche nelle varianti passito, vin santo e spumante.
Con i vitigni Trebbiano toscano, Pecorino e Passerina viene prodotto il vino bianco della denominazione Falerio DOC ,
che comprende anche una tipologia Pecorino in purezza. La denominazione è condivisa con provincia di Ascoli Piceno.
La Rosso Piceno DOC è la denominazione più vasta della regione Marche, ed include anche le province di Ancona,
Macerata e Ascoli Piceno tralasciando solo le zone di produzione del rosso Conero. Il vino viene prodotto con i vitigni
Montepulciano e Sangiovese.
Per finire, la denominazione Marche IGT include tutte le tipologie di vino che si possono produrre con i vitigni di cui è
autorizzata la coltivazione nella regione Marche.
3. ATTRAZIONI TURISTICHE, ARTISTICHE, ARCHITETTONICHE E PAESAGGISTICHE DEL
TERRITORIO
Il territorio fermano presenta un’offerta turistico-culturale diversificata, è infatti possibile trovare attrazioni per ogni
inclinazione: dai percorsi naturali, ai borghi medievali, passando per resti romani, fino alle opere del Rinascimento.
Per gli appassionati della natura
 Le aree collinari e i fiumi consentono di fare dei percorsi cicloturistici, quali lungo i fiumi di Tenna
 Madonna dell’Ambro
 [trekking] Gola dell’Infernaccio ed Eremo di San Leonardo
 Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Per gli appassionati della storia e dell’arte
 Fermo+ cisterne + sala del mappamondo+ cavalcata dell’assunta -TBD
 Sant’elpidio + contesa
 Torre di palme
 Monterubbiamo sico la pica
Monte Giberto

Il paese, di origine picena e successivamente romana, sorge su una collina nell’entroterra fermano ed è bagnata dal
piccolo corso fluviale Ete Vivo. Caratterizzato da un patrimonio organistico disseminato in tre chiese: presso la chiesa
di San Nicolò si trova l’organo realizzato nel 1797 dal celebre Gaetano Callido, presso il Santuario di Santa Maria delle
Grazie quello realizzato da Angelo Morettini di Perugia nel 1830 e presso la chiesa di San Giovanni Battista quello
costruito da Vincenzo Paci nel 1876.
Una delle principali attrazioni è la Festa della Madonna delle Grazie, evento dedicato al culto mariano che si svolge
presso l’omonima chiesa e lungo le vie del borgo, dove si svolgono spettacoli, intrattenimento per bambini, concerti
d’organo e stand enogastronomici.
Monte Rinaldo e l’area archeologica de “La Cuma”
Monte Rinaldo è un borgo medievale che sorge sulla vale del fiume Aso e dalla cui cima è possibile ammirare dai
Monti Sibillini, al Monte San Vicino fino al Mar Adriatico. Sulle origini del Paese si alternano due leggende: secondo la
prima tre fratelli normanni, Pietro, Elpidio e Rinaldo, fondarono tre castelli Monsampietro Morico, Sant’Elpidio Morico
e Monte Rinaldo, tutti nell’area fermana; stando alla seconda ipotesi il paese fu fondato nel ‘300 da Rinaldo Morico,
figlio illegittimo di Rinaldo di Monteverde signorotto di Fermo.
Accanto al borgo si trova l’area archeologica “La Cuma” un insediamento di epoca romana che si trova su un’antica via
di passaggio dei pellegrini che da Roma si dirigevano verso la colonia di Fermo e la città federata di Asculum. Scoperta
solo nel 1957, l’area conserva i resti di un santuario romano edificato a partire dalla metà del II secolo a.C. che ha poi
conosciuto varie fasi fino all’abbandono totale nella prima metà del I secolo d.C.
Il santuario che racchiude le caratteristiche dell’ellenismo italico era un luogo di culto articolato in tre edifici principali
che si trovano su un pendio collinare che fa da terrazza con al centro un tempio dedicato a Giove. Al momento non
sono state rinvenuto testimonianze di un centro abitato direttamente collegato al santuario, mentre è probabile fosse
il centro dei numerosi insediamenti che sorgevano sulle colline circostanti.
Falerone e i resti romani
Falerone, piccolo paese del fermano, un tempo era un’antica città romana, dal nome Falerio Picenus, che sorgeva in
un’area occupata storicamente dal popolo dei Piceni. Monumentalizzata a partire dall’età augustea, fu un centro
fiorente fino al IV sec. d.C. Nel parco archeologico sono conservati il teatro romano, l’anfiteatro e alcuni monumenti,
come i resti di una grande cisterna utile per l’approvvigionamento della città ed esempio dell’abile gestione idraulica
dei romani.
Mentre dell’anfiteatro sono visibili solo alcuni settori del muro perimetrale, seppur sufficienti alla comprensione della
struttura, il teatro è stato invece conservato in maniera straordinaria. Immerso nel verde e permette di rivivere
l’atmosfera dell’antichità attraverso rappresentazioni teatrali che ancora oggi hanno luogo in uno scenario suggestivo.
Servigliano e la Quintana
Servigliano rientra tra i Borghi più belli d'Italia e, a differenza degli altri paesi del fermano, ha un centro storico che si
sviluppa in pianura ed è racchiuso da una cinta muraria che descrive un quadrilatero quasi perfetto. Di derivazione
romana, nel 1771 il paese franò e fu ricostruito da Papa Clemente XIV, originario del paese, prendendo in suo onore il
nome di Castel Clementino, ma con l’unità d’Italia riprese il suo nome originario. Nel 1915 a Servigliano fu costruito un
grande campo di prigionia attivo fino al 1955, sotto il fascismo venne utilizzato per contenere prigionieri nella Seconda
Guerra Mondiale e dal 1943 anche come campo di concentramento.
In estate, ogni anno si celebra la Quintana, rievocazione storica del Torneo Cavalleresco Castel Clementino, in ricordo
alla donazione del 1450 dell’Abate di Farfa della Piana di San Gualtiero a Servigliano. La festa è animata dal Palio delle
contrade, dai figuranti, dai cortei in abiti d’epoca e taverne medievali.
Fermo
La città di Fermo sorge sulla cima del Colle del Girfalco (anticamente Sabulo), tra il fosso San Biagio e il fiume Tenna,
ed è ricca di storia: dai piceni al medioevo, dal rinascimento fino ad oggi.
Fondata dai Piceni e sviluppata dai romani, nel X secolo inizia la formazione di quella che è identificabile come “Marca
Fermana”.
Il centro storico

Il cuore della città è la rinascimentale Piazza del Popolo, già Piazza Grande, dove si trova il cinquecentesco Palazzo dei
Priori, che ospita la Pinacoteca Civica (con importanti dipinti di scuola veneziana e marchigiana, oltre alla "Natività" del
Rubens) e la Sala del Mappamondo (che prende il nome dal mappamondo disegnato dal cartografo Moroncelli di
Fabriano nel 1713); all'interno della stessa struttura è ospitata la sezione archeologica "Dai Villanoviani ai Piceni". Altri
edifici di notevole interesse circondano la piazza: il Palazzo degli Studi, che ospita la biblioteca comunale “Spezioli”, tra
le più importanti e insigni per consistenza in Italia, e il Palazzo Apostolico, eretto nel 1532 come residenza dei
governatori e dei legati pontifici.
Fermo custodisce un preziosissimo teatro storico, il Teatro dell'Aquila, che si colloca tra i più imponenti teatri del
Settecento delle Marche. Testimonianza della Fermo romana sono le cisterne romane, un'opera edilizia ipogea di età
augustea (40 d.C.), della superficie di circa 2.000 metri quadrati, divise in 30 camere poste su 3 file parallele, realizzate
allo scopo di accumulare acqua.
Salendo in cima al colle Girfalco si raggiunge la Cattedrale, che conserva la stupenda facciata romanico-gotica del
1227. Da non perdere sono: la Chiesa di San Francesco, che conserva resti di affreschi di Giuliano da Rimini, uno dei
più importanti seguaci di Giotto; la Chiesa concattedrale di San Domenico, la cui edificazione iniziò nel 1233 sull’area
stessa dove sorgeva la chiesa di San Tommaso di Canterbury; la Chiesa di Sant’Agostino, uno degli edifici religiosi più
conosciuti nel territorio di Fermo, impreziosita da affreschi di scuola giottesco-riminese, fabrianese e bolognese.
Da non perdere la sede museale di Palazzo Paccarone, con il Museo di Scienze "Tommaso Salvadori", che include la
collezione ornitologica, e il Museo Polare Silvio Zavatti.

1. PRODUCTION AREA

The Lumavite Winery is located in the rolling hills of Fermo, Marche, and constitutes the
connection between the area of Piceno and that of Macerata.
Fermo is bathed by the Adriatic Sea on one side and protected by the Sibillini Mountains
on the other. The vineyards in this territory are located along the east-west ridges of the
valleys sculped by the rivers Aso, Chienti, Ete and Tenna, showing along these hills hills
the sedimentary sandstones and the larges layers of clay.

2. TYPICAL AND LOCAL PRODUCTIONS
priority to those with designation of origin relating to agricultural, food, crafts,
and industrial products
The physical, historical and geographical characteristics of this area lead to the
development of excellent in several fields.
Industrial sector: Fermo is home to one of the main footwear districts that has strongly
characterized the economy of the area… However, it is not the only artisan excellence.
Among these, stands out that of the interweaving of straw hats that characterizes
Montappone, a medieval village known for the realization of hats.
In the center of village stands the “Hat Museum”, where all the phases of straw processing
are illustrated.
The most important event of Montappone is the festival "Il cappello di paglia", held in late
July, thanks to which the ancient tradition lives on in the streets of the village, where many
artisans show how a hat is born.
Among the food excellences, you could taste “Ciauscolo IGP”, a sausage characterized
by a certain softness. In 2009 it was awarded the Protected Geographical Identification
mark. The name comes from “ciabusculum” that means “little food” consumed in small
doses between breakfast and lunch and between lunch and dinner.
In the village of Moresco at the end of summer there is the festival of ciauscolo.
Another food excellence is “Maccheroncini di Campofilone IGP”, very fine spaghetti
produced in the homonymous country. In 2013 were awarded the I.G.P. mark.
In the first weeks of August in Campofilone there is the traditional Maccheroncini festival.
In the territory of Fermo you can also taste the “vino cotto”, a typical wine product of the
Marche region. Is is cooked must, fermented and aged, obtaining a more full-bodied
beverage, sweeter, with a higher alcohol content, around 14-15%.
Regarding the wine, in the province of Fermo there are a DOCG denomination and three
DOC. The Offida DOCG, shared with the province of Ascoli Piceno, is dedicated to red
wines, based on the Montepulciano grape and the two white wines based on the Pecorino
and Passerina grapes.

Among the DOC must be underlined:
- Terre di Offida DOC: white wine produced from Passerina grape;
- Falerio DOC: white wine produced from Trebbiano, Passerina and Percorino
grapes;
- Rosso Piceno DOC: red wine produced with Montelpulciano and Sangiovese
grapes.

3. TOURIST, ARTISTIC, ARCHITECTURAL AND LANDSCAPE ATTRACTIONS

The Fermo area has several touristic and cultural offers, it is possible in fact finds
attractions for all tastes.
For nature lovers:
- Cycling routes, like the one along the river Tenna
- Madonna dell’Ambro
- Gola dell’Infernaccio ed Eremo di San Leonardo (trecking)
- Parco Nazionale dei Monti Sibillini
For history and art lovers:
- Fermo+ cisterne + sala del mappamondo+ cavalcata dell’assunta -TBD
- Sant’Elpidio + contesa
- Torre di palme
- Monterubbiano
Monte Giberto
The village, Piceno and later Roman origin, stands on a hill in the hinterland of Fermo and
is bathed by the small river Ete Vivo. its peculiarity is the organ heritage present in its
churches:
- Church of San Nicolò : the organ made in 1797 by the famous Gaetano Callido;
- Sanctuary of Santa Maria delle Grazie: the organ made by Angelo Morettini of
Perugia in 1830 and
- Church of San Giovanni Battista: the organ built by Vincenzo Paci in 1876.
One of the main attractions is the Festival of the Madonna delle Grazie, an event
dedicated to the Marian cult that takes place at the homonymous church and along the
streets of the village, where there are shows, entertainment for children, organ concerts
and food and wine stands.
Monte Rinaldo and the archeological area called “La Cuma”

Monte Rinaldo is a medieval village that rises on the valley of the river Aso and from the
top of which you can admire the Sibillini Mountains, Monte San Vicino and the Adriatic
Sea.
Next the village, there is the archaeological area "La Cuma", a settlement of Roman Era
located on an ancient way of passage of pilgrims who from Rome headed towards Fermo
the city of Asculum. Discovered only in 1957, the area retains the remains of a Roman
sanctuary built from the middle of the second century B.C.
Falerone and Roman ruins
Falerone, a small village in Fermo, was once an ancient Roman city, called Falerio
Picenus, which stood in an area occupied by the people of Piceni. In the archaeological
park are preserved the Roman theater, the amphitheater and some monuments, as the
remains of a large cistern. The theater has been preserved in an extraordinary way.
Surrounded by greenery, allows you to relive the atmosphere of antiquity through theatrical
performances that still take place in a suggestive setting.
Servigliano e la Quintana
Servigliano is one of the most beautiful villages in Italy and, unlike the other towns of
Fermo, has a historic center that develops in the plain and is enclosed by a wall that
describes an almost perfect quadrilateral. In 1771 the town collapsed and was rebuilt by
Pope Clement XIV taking in his honor the name of Castel Clementino, but with the
unification of Italy took back its original name. In 1915 in Servigliano was built a large
prison camp active until 1955, under fascism was used to contain prisoners in the Second
World War and from 1943 also as a concentration camp.
Fermo
Fermo rises on the top of the Colle del Girfalco (formerly Sabulo), between the San Biagio
ditch and the Tenna river, and is rich in history: from the Piceni to the Middle Ages, from
the Renaissance until today.
Historical center
The heart of the city is the Renaissance Piazza del Popolo, where there is the sixteenth-
century Palazzo dei Priori, which houses the Pinacoteca Civica and the Sala del
Mappamondo (which takes its name from the globe designed by cartographer Moroncelli
di Fabriano in 1713); Other buildings of great interest surround the square: the Palazzo
degli Studi, which houses the municipal library "Spezioli", among the most important and
outstanding in Italy, and the Palazzo Apostolico, built in 1532 as the residence of the
governors and papal legates.
Fermo houses a very precious historical theatre, the Teatro dell'Aquila, which is one of the
most impressive theaters of the eighteenth century of the Marche. Evidence of the Roman
Fermo are the Roman cisterns, an underground building-work of the Augustan age,
divided into 30 rooms on 3 parallel rows, built for the purpose of accumulating water.
Climbing to the top of the hill Girfalco you reach the Cathedral, which retains the beautiful
Romanesque-Gothic facade of 1227. Not to be missed are:
- the Church of San Francesco

- the co-cathedral Church of San Domenico
- the Church of Sant'Agostino

Do not miss the museum of Palazzo Paccarone, with the Science Museum "Tommaso
Salvadori", which includes the ornithological

English

1. ZONA DE PRODUCCIÓN
La Cantina Lumavite está situada en las onduladas colinas de la provincia de Fermo, en la
región de Las Marcas, formando el nexo de unión entre las zonas de Piceno y Macerata.
La provincia de Fermo está bañada por el mar Adriático a un lado y protegida por los

montes Sibillini al otro. Los viñedos de esta zona se sitúan a lo largo de las crestas este-
oeste de los valles excavados por los ríos Aso, Chienti, Ete y Tenna, mostrando las

areniscas sedimentarias y las amplias capas de arcilla a lo largo de las laderas de esas
suaves colinas.
2. PRODUCTOS TÍPICOS Y LOCALES
prioridad a los que tengan denominación de origen relativa a productos
agrícolos, alimentarios, artesanales, industriales
Las características físicas, históricas y geográficas de esta zona han propiciado la
aparición de la excelencia en diversos campos.
Desde el punto de vista industrial, la provincia de Fermo alberga uno de los principales
distritos del calzado que ha caracterizado fuertemente la economía de la zona en años
anteriores. Sin embargo, no es la única excelencia artesanal que puede disfrutarse en
esta zona.
El tejido de sombreros de paja es uno de los oficios artesanos que caracterizan a
Montappone. Este pueblo medieval es conocido por la fabricación de los clásicos
sombreros de paja artesanales. La tradición tiene orígenes antiguos, ya en el siglo XVIII
los artesanos se reunían para hilar, tejer cestas, sombreros y escobas de sorgo, utilizando
paja.
En el centro del pueblo, se encuentra el Museo del Sombrero, donde se ilustran todas las
etapas de la transformación de la paja: la recolección, la clasificación, el tejido, la costura,
la decoración y la venta del sombrero.
El acontecimiento más importante de Montappone es el festival "Il cappello di paglia" (El
sombrero de paja), que se celebra a finales de julio, gracias al cual se revive la antigua
tradición del procesamiento de la paja de trigo en las calles del antiguo pueblo, donde
numerosos artesanos muestran cómo se fabrica un sombrero, desde la recolección hasta
el tejido y la costura.
En el ámbito de la excelencia enogastronómica, se puede degustar el Ciauscolo IGP, un
embutido caracterizado por una cierta suavidad que lo hace excelente para untar. En
2009 se le concedió la marca de Identificación Geográfica Protegida.
Según la definición etimológica del nombre "ciauscolo, ciavuscolo" deriva de
"ciabusculum", que significa pequeño alimento o pequeña comida, un tentempié que se
come en pequeñas dosis, según la tradición campesina, en los intervalos entre el
desayuno y el almuerzo o entre la comida y la cena.
Sus orígenes están vinculadas a la tradición campesina de la región de Las Marcas,
según la cual los agricultores se aprovisionaban de productos procedentes de la matanza
del cerdo para hacer frente al trabajo durante el invierno, ya que proporcionaban una
reserva de proteínas indispensable para el trabajo. Sin embargo, la primera prueba del
ciauscolo se encuentra en un acta notarial de mediados del siglo XVIII en el territorio de

Visso.
En el pueblo de Moresco se celebra la fiesta del ciauscolo a finales de verano.

Entre las excelencias gastronómicas de la zona de Fermo figuran los Maccheroncini di
Campofilone IGP, finísimos fideos de huevo producidos en la localidad del mismo
nombre. La masa, compuesta únicamente de huevos y harina, sin agua añadida, se
extiende en finas láminas y se corta en tiras que se ponen a secar sobre hojas de papel.
En 2013 obtuvieron el reconocimiento I.G.P., distinguiéndose por la finura de la lámina y
el corte muy fino. Según la tradición, los maccheroncini se crearon para aprovechar las
grandes cantidades de huevos que producían las gallinas y porque al estar secos
resultaban más baratos que la pasta fresca, ya que podían guardarse en los armarios y
consumirse durante todo el año. Los testimonios más antiguos se remontan al siglo XVI y,
concretamente, al Concilio de Trento en el 1560, en el que se ofreció un plato consistente
en finísimas hebras de pasta elaboradas con harina y huevos de Campofilone.
En las primeras semanas de agosto se celebra en Campofilone la tradicional fiesta de los
Maccheroncini.
En la zona de Fermo también se puede degustar el vino cotto, un producto enológico
típico de la región de Las Marcas, de orígenes antiquísimos y vinculado al territorio que
ocuparon los picenos. Uno de los primeros testimonios se encuentra en una comedia de
Plauto del año 191 a.C., 'Pseudolus', en la que se menciona como bebida que se servía
en los mejores banquetes. En 1596, en "De naturali vinorum historia", Andrea Bacci
-filósofo, historiador y médico del siglo XVI nacido en la región de Fermo- lo describe
como rival del Marsala y otros vinos finos. Sin embargo, representa una bebida
típicamente rural vinculada al mundo campesino, donde su uso no se limitaba al aspecto
culinario, sino que también tenía efectos medicinales. El Vino Cotto es, de hecho, mosto
cocido, fermentado y envejecido (el vino, en cambio, se obtiene de la fermentación del
mosto fresco), lo que da lugar a una bebida con más cuerpo, más dulce, con una
graduación alcohólica más elevada, en torno al 14-15%, y más apta para el
envejecimiento que el vino.
Todas estas DOC/DOP, compartidas entre Fermo y la provincia de Ascoli, representan
diversas combinaciones de mezclas de distintas variedades de uva.
En cuanto al vino, la provincia de Fermo cuenta con una DOCG y tres denominaciones
DOC. La DOCG Offida, compartida con la provincia de Ascoli Piceno, está dedicada a los
vinos tintos basados en la variedad de uva Montepulciano y a dos vinos blancos basados
en las variedades de uva Pecorino y Passerina.
Terre di Offida DOC es la denominación alternativa a Offida DOCG y está reservada a un
vino blanco producido a partir de la variedad de uva Passerina y disponible también en las
variantes passito, vin santo y spumante.
Las uvas toscanas Trebbiano, Pecorino y Passerina se utilizan para producir el vino
blanco de la denominación Falerio DOC, que también incluye un tipo de Pecorino puro. La
denominación se comparte con la provincia de Ascoli Piceno.
La DOC Rosso Piceno es la mayor denominación de la región de Las Marcas, e incluye
también las provincias de Ancona, Macerata y Ascoli Piceno, dejando fuera únicamente la

zona de producción del Conero tinto. El vino se produce a partir de las variedades de uva
Montepulciano y Sangiovese.
Por último, la denominación Marche IGT incluye todos los tipos de vino que pueden
producirse a partir de vides autorizadas para el cultivo en la región de Las Marcas.

3. LAS ATRACCIONES TURÍSTICAS, ARTÍSTICAS, ARQUITECTÓNICAS Y
PAISAJÍSTICAS DE LA ZONA
El territorio de Fermo presenta una oferta turístico-cultural diversificada: senderos
naturales, pueblos medievales, restos romanos y obras renacentistas.
Para los amantes de la naturaleza
 Las zonas montañosas y los ríos permiten realizar rutas en bicicleta, como a lo
largo de los ríos de Tenna
 Nuestra Señora del Ambro
 [trekking] Garganta de Infernaccio y Ermita de San Leonardo
 Parque Nacional de los Montes Sibilinos
Para los amantes de la historia y el arte
 Fermo+ cisternas + sala del mappamondo+ cavalcata dell'assunta -TBD
 Sant'elpidio + contendido
 Torre di Palme
 Monterubbino sico la pica
Monte Giberto
La ciudad, de origen piceno y posteriormente romano, se alza sobre una colina en el
interior de Fermano y está bañada por el pequeño río Ete Vivo. Cuenta con un patrimonio
organístico repartido en tres iglesias: en la Iglesia de San Nicolò se encuentra el órgano
construido en 1797 por el famoso Gaetano Callido, en el Santuario de Santa Maria delle
Grazie el construido por Angelo Morettini de Perugia en 1830 y en la Iglesia de San
Giovanni Battista el construido por Vincenzo Paci en 1876.
Una de las principales atracciones es la Festa della Madonna delle Grazie, un
acontecimiento dedicado al culto mariano que se celebra en la iglesia del mismo nombre y
a lo largo de las calles del pueblo, donde hay espectáculos, animación infantil, conciertos
de órgano y puestos de comida y vino.

Monte Rinaldo y zona arqueológica de “La Cuma”
Monte Rinaldo es un pueblo medieval desde cuya cima es posible ver desde los montes
Sibillini hasta el mar Adriático.. Dos leyendas se alternan sobre los orígenes del pueblo:
según la primera, tres hermanos normandos, Pietro, Elpidio y Rinaldo, fundaron tres
castillos, Monsampietro Morico, Sant'Elpidio Morico y Monte Rinaldo, todos en la zona de

Fermo; según la segunda hipótesis, el pueblo fue fundado en el siglo XIV por Rinaldo
Morico, hijo ilegítimo de Rinaldo di Monteverde, escudero de Fermo.
Junto al pueblo se encuentra la zona arqueológica de "La Cuma", un asentamiento de
época romana situado en una antigua vía de paso para los peregrinos que viajaban de
Roma a la colonia de Fermo y a la ciudad federada de Asculum. Descubierta en 1957, la
zona conserva los restos de un santuario romano construido a partir de mediados del siglo
II a.C., que luego pasó por diversas fases hasta su total abandono en la primera mitad del
siglo I d.C.
El santuario, que encarna las características del helenismo itálico, era un lugar de culto
formado por tres edificios principales situados en una terraza en la ladera de una colina,
con un templo dedicado a Júpiter en el centro.

Falerone y los restos romanos
Falerone, pequeña localidad de la zona de Fermo, fue en su día una antigua ciudad
romana, denominada Falerio Picenus, ubicada que en una zona históricamente ocupada
por el pueblo piceno. Monumentalizada desde época augustea, fue un centro floreciente
hasta el siglo IV d.C. En el parque arqueológico se conservan el teatro romano, el
anfiteatro y varios monumentos, como los restos de una gran cisterna útil para el
abastecimiento de la ciudad y ejemplo de la hábil gestión hidráulica de los romanos.
Aunque sólo son visibles algunas secciones del muro perimetral del anfiteatro, suficientes
para comprender la estructura, el teatro se ha conservado de forma notable. Está rodeado
de vegetación y permite revivir el ambiente de la Antigüedad a través de representaciones
teatrales que aún hoy tienen lugar en un marco impresionante.
Servigliano y la Quintana
Servigliano es uno de los pueblos más bellos de Italia y, a diferencia de las demás
localidades de la zona de Fermo, posee un centro histórico que se desarrolla en una
llanura y está delimitado por murallas que describen un cuadrilátero casi perfecto. De
origen romano, en 1771 la ciudad se derrumbó y fue reconstruida por el Papa Clemente
XIV, tomando el nombre de Castel Clementino en su honor, pero con la unificación de
Italia recuperó su nombre original. En 1915 se construyó en Servigliano un gran campo de
prisioneros que estuvo activo hasta 1955, bajo el fascismo se utilizó para retener
prisioneros en la Segunda Guerra Mundial y a partir de 1943 también como campo de
concentración.
En verano se celebra cada año la Quintana, una recreación histórica del torneo
caballeresco de Castel Clementino, en recuerdo de la donación en 1450 por el abad de
Farfa de la Piana di San Gualtiero a Servigliano. La fiesta está amenizada por el Palio
delle contrade (Palio de los barrios), desfiles en trajes de época y tabernas medievales.

Fermo
La ciudad de Fermo se alza sobre el Colle del Girfalco (antiguo Sabulo) y es rica en
historia: desde los picenos hasta la Edad Media, desde el Renacimiento hasta nuestros
días.

Fundada por los picenos y desarrollada por los romanos, en el siglo X comenzó la
formación de lo que puede identificarse como la "Marca Fermana".

El centro histórico
El corazón de la ciudad es la renacentista Piazza del Popolo, antigua Piazza Grande,
donde se encuentra el Palazzo dei Priori, del siglo XVI, que alberga la Pinacoteca Civica
(con importantes pinturas de las escuelas veneciana y de las Marcas, así como la
'Natività' de Rubens) y la Sala del Mappamondo (llamada así por el mapamundi dibujado
por el cartógrafo Moroncelli di Fabriano en 1713); el mismo edificio alberga la sección
arqueológica 'Dai Villanoviani ai Piceni'. Otros edificios notables rodean la plaza: el
Palazzo degli Studi, que alberga la biblioteca municipal "Spezioli", entre las más
importantes y distinguidas por su consistencia de Italia, y el Palazzo Apostolico, erigido en
1532 como residencia de los gobernadores y legados papales.
Fermo alberga un teatro histórico de gran valor, el Teatro dell'Aquila, que figura entre los
teatros del siglo XVIII más impresionantes de la región de Las Marcas. Testimonio de la
Fermo romana son las cisternas romanas, una obra de construcción subterránea que data
de la época de Augusto (40 d.C.), con una superficie aproximada de 2.000 metros
cuadrados, dividida en 30 cámaras dispuestas en tres filas paralelas, construidas con el
fin de acumular agua.
Subiendo a lo alto de la colina de Girfalco, se llega a la Catedral, que conserva la
hermosa fachada románico-gótica de 1227. Tenemos tanbien que mencionar: la Iglesia de
San Francisco, que conserva restos de frescos de Giuliano da Rimini, uno de los más
importantes seguidores de Giotto; la Iglesia Concatedralicia de Santo Domingo, cuya
construcción se inició en 1233 en la misma zona donde se levantaba la Iglesia de Santo
Tomás de Canterbury; la Iglesia de San Agustín, uno de los edificios religiosos más
conocidos de la zona de Fermo, embellecido con frescos de la escuela giottesca,
procedentes de Fabriano y Bolonia, la sede museística del Palazzo Paccarone, con el
Museo de la Ciencia Tommaso Salvadori, que incluye la colección ornitológica, y el Museo
Polar Silvio Zavatti.

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